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Per interoperabilità del settore pubblico si intende quel meccanismo di riutilizzo dei dati che consente alle amministrazioni di cooperare e rendere i servizi pubblici operativi a livello transfrontaliero, intersettoriale e tra organizzazioni. Ciò va a vantaggio dei cittadini e delle imprese che dipendono da tali servizi connessi, così come delle comunità e delle amministrazioni stesse, che per le loro decisioni dipendono da dati che devono essere affidabili - provenienti da diverse fonti pubbliche o private - e che devono conseguire obiettivi strategici spesso interconnessi a livello transfrontaliero e intersettoriale. L’interoperabilità svolge un ruolo sia all’interno di una stessa pubblica amministrazione sia un ruolo esterno tra organizzazioni.

L'interoperabilità consente agli attori del settore pubblico di connettersi, cooperare e scambiare dati, salvaguardando nel contempo la sovranità e la sussidiarietà. Inoltre, per quanto riguarda i rapporti fra p.a. e cittadine e cittadini e fra p.a. e imprese è importante sottolineare come, i cittadini e le cittadine potrebbero risparmiare fino a 24 milioni di ore l'anno, ossia 543 milioni di EUR e le imprese 30 miliardi di ore l'anno, ossia 568 miliardi1. La cooperazione tra il settore pubblico e quello privato - anche detta "GovTech" o “CivicTech”2 - stimola l'innovazione nel settore pubblico, sostiene la sovranità tecnologica dell'Europa e apre percorsi per gli appalti pubblici. 

Talvolta l'interoperabilità è considerata una questione meramente tecnica. Tuttavia, considerare esclusivamente gli aspetti tecnici non è sufficiente per collegare in maniera efficace le amministrazioni, i flussi di dati e i servizi. Infatti, se è fondamentale garantire la capacità tecnica di connessione e la comprensione semantica per lo scambio e l'elaborazione dei dati in questione, altrettanto dirimente è stabilire il contesto organizzativo e giuridico necessario, ad esempio in relazione ai diritti di accesso, scambio o riutilizzo dei dati. 

L'interoperabilità è fondamentale in tempi di crisi, come dimostrato dalla COVID-19. L'interoperabilità è stata necessaria non soltanto per la creazione di certificati COVID-19 digitali accessibili in tutta l'UE, ma anche per la condivisione in tempo reale dei dati sui posti letto disponibili in terapia intensiva negli ospedali. L'interoperabilità aiuta lo Stato a essere più agile e a garantire l'accesso a informazioni in tempo reale in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi; contribuisce alla valutazione dei risultati delle politiche e fornisce incentivi a innovare costantemente, condividere gli sforzi e colmare le lacune tra i vari settori interessati. 

3.2 Analisi dell’articolato

Prima di dare contezza degli articoli della proposta di regolamento in oggetto, è opportuno stabilire quali siano gli obiettivi specifici che la normativa si prefigge di raggiungere. Ovverosia: 

garantire un approccio coerente e antropocentrico dell'UE all'interoperabilità, dalla definizione delle politiche fino alla loro attuazione; 

istituire una struttura della governance dell'interoperabilità concepita per consentire alle amministrazioni pubbliche di tutti i livelli e settori, nonché ai portatori di interessi privati, di collaborare, con un mandato chiaro con l'obiettivo di concordare soluzioni di interoperabilità condivise (ad esempio quadri, specifiche aperte, standard aperti, applicazioni od orientamenti); 

creare congiuntamente un ecosistema di soluzioni di interoperabilità per il settore pubblico dell'UE, affinché le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli dell'UE e gli altri portatori di interessi possano contribuire a tali soluzioni e riutilizzarle, innovare insieme e creare soluzioni di utilità pubblica.

Ultimo aggiornamento

19-06-2023 12:06

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